la lettura come riflessione personale

Il momento della lettura è sempre un momento  dove immancabilmente ci si ritrova a fare delle riflessioni in merito a ciò che si legge, talvolta il testo ci appartiene così tanto da immedesimarci in alcuni personali e aprirci a ricordi e pensieri che riguardano il nostro vissuto personale.

A maggior ragione questo accade nei bambini. Spesso sono così coinvolti dal racconto che, nel bel mezzo della lettura, partono gli interventi con la classica frase: “Maestra, anche a me…”

Ricordo molto bene che durante la lettura del secondo capitolo del libro “Il gufo che aveva paura del buio” è accaduto proprio questo. Tanto aver dovuto modificare all’ultimo l’attività che avevo predisposto perchè trovavo quella suggerita dai bambini più utile, interessante ed entusiasmante.

In questo capitolo, Tombolo incontra una vecchina che spiega al piccolo barbagianni che il buio è gentile perché le permette di rilassarsi e ricordare di quando era giovane e i suoi figli erano piccoli. Nonostante il testo non sia molto lungo, è veramente carico emotivamente, tanto che qualche bambino sente la necessità di raccontare un loro ricordo di quando erano piccoli. Quale miglior occasione da sfruttare per esercitarci ad articolare frasi di senso compiuto? Perchè non usufruire di tanta fortuna per lavorare anche sull’impostazione della frase scritta e sul controllo delle regole ortografiche? 

Ecco che quindi i pensieri si sono trasformati in tante nuvolette pronte a contenere i nostri ricordi scritti.

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